L' esposizione nasce da una riflessione: nessuno può dire se le
nuvole che osserviamo oggi siano le stesse di ieri, né dove andranno domani. Una forma che ci appare improvvisamente familiare è stata determinata altrove e in un altro momento, da un soffio di vento che non possiamo vedere.
È una condizione che, nella mostra, diventa metafora del rapporto con il passato: forme, gesti, immagini, materiali e racconti arrivano fino a noi attraversando il tempo, trasformandosi nel percorso e assumendo significati nuovi nel momento in cui li incontriamo.
Abbandonarsi alle nuvole riunisce quattro artisti le cui ricerche, pur sviluppandosi attraverso linguaggi e pratiche differenti, attribuiscono un ruolo centrale a ciò che il tempo continua a trasportare e a modificare. Il passato, remoto o appena trascorso, non viene assunto come un archivio immobile da ricostruire fedelmente, ma come una materia in movimento, capace di riaffiorare nel presente attraverso frammenti, immagini, gesti e materiali.
Nella ricerca di Alessandro Costanzo, gesti minimi e quasi impercettibili, avvenuti nelle immediate prossimità dell’opera, mettono in movimento un apparato composto da materiali industriali.
Le opere di Silvia Muscolino portano sulla tela figure femminili vicine tra loro, impegnate in gesti di cura e in ritualità che richiamano una dimensione collettiva.La forza che emerge non appartiene quindi alla singola figura, ma nasce dalla relazione tra più corpi e dalla permanenza dei gesti, capaci di sopravvivere anche quando il rito originario sembra essersi dissolto.
Roberto Orlando lavora a partire dai frammenti delle storie e delle tecniche legate agli estrattori di resina, recuperando immagini e pratiche che ritornano nel presente assumendo una forma diversa. Il passato diventa così uno spazio attraverso cui osservare trasformazioni e allontanamenti senza ricondurli a una narrazione univoca.
La ricerca di Margherita Pedrotta procede attraverso l’assemblaggio di materiali che hanno avuto un uso precedente, messi in relazione con immagini idealmente consumate dal tempo e dalla memoria. Gli elementi vengono accostati senza seguire una direzione narrativa prestabilita e costruiscono l’ombra di un passaggio, una traccia ricomposta che rimane volutamente sospesa nell’ambiguità.
Così introducono la mostra i curatori Mario Bronzino e Barbara Cammarata:
"Abbandonarsi alle nuvole nasce dalla volontà di lasciare aperto il rapporto tra le opere e le diverse temporalità che attraversano le ricerche degli artisti. Come le nuvole, anche le forme che provengono dal passato non sono mai completamente afferrabili: cambiano mentre le osserviamo, si spostano, si sovrappongono e possono assumere configurazioni differenti. La mostra non vuole quindi imporre una narrazione, ma creare le condizioni perché ciascuno possa costruirne una propria, accettando anche la possibilità di modificarla nel corso dell’esperienza".
Abbandonarsi alle nuvole, Fondazione Brodbeck, Via Gramignani 93, Catania. Opening: 16 ottobre 2026, ore 18.30- sino al 27 novembre 2026
Le opere qui sotto, dall'alto in basso, sono di Margherita Pedrotta e Alessandro Costanzo













