Folds (pieghe), così si chiama la nuova installazione permanente, la prima realizzata a Gibellina dopo l’epoca Corrao
L’opera è composta da un ciclo di sculture modulari in acciaio, caratterizzate da superfici piegate, curvature e forme geometriche.
Le strutture sembrano emergere dal terreno e instaurano un rapporto diretto con il paesaggio circostante.
Le forme non rappresentano un soggetto preciso e non raccontano una storia determinata.
La scultura per questo artista è un dispositivo percettivo, capace di modificare la relazione tra osservatore e ambiente: Folds invita infine a guardare Gibellina non come uno scenario già conosciuto, ma come un luogo ancora capace di sorprendere.
Le pieghe, le variazioni e i riflessi producono un continuo cambiamento dell’immagine dell’opera: l'intento di Fortuna è quello di fare del paesaggio stesso una scultura.
A Gibellina questo rapporto assume un significato particolare: la città è infatti uno dei luoghi italiani in cui arte, architettura e memoria convivono nello spazio pubblico.
Le forme di Fortuna si confrontano con la Chiesa Madre e con l’orizzonte della città.
La materia industriale dell’acciaio dialoga con la dimensione naturale del paesaggio: ne nasce una tensione tra artificio e natura, tra peso e leggerezza, tra immobilità e percezione.
Chi è Pietro Fortuna. (Padova, 1950, vive tra Roma e Orvieto). Studia architettura e filosofia e ancora giovanissimo collabora a importanti realizzazioni sceniche per il San Carlo di Napoli, La Scala di Milano e la Fenice di Venezia. La sua ricerca attraversa scultura, installazione e forme concettuali. Ha esposto in importanti istituzioni e biennali internazionali.













