
Il furto nella notte del 15 agosto del Polittico di San Gregorio e della tavoletta bifronte di Antonello da Messina al Museo regionale Accascina fa piombare la Sicilia nel più profondo lutto culturale.
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Mi è capitato in passato di sottolineare come “il museo fosse strumento imprescindibile per il risveglio, attraverso l'arte e la cultura, della memoria storica della collettività . Memoria intesa come esercizio di rielaborazione individuale e collettiva destinata alla rigenerazione delle pratiche democratiche, alla trasformazione civica e politica delle nostre società â€.
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Con il furto di ben tre tavole del polittico e della tavoletta bifronte, ebbene la nostra società ha perso un importante pezzo della propria memoria.
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Chi vive o ha vissuto a contatto con le malattie neuronali e cognitive sa quanto la perdita della memoria sia una forma molto prossima alla morte.
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Per questo la società siciliana non può che sentirsi profondamente prostrata e a lutto!
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In altra occasione mi è capitato di far notare “tutta la fragilità in cui versava il museo†costruito sul lascito e le premesse degli architetti Carlo Scarpa e Roberto Calandra, che, per le lungaggini e le controversie in fase di realizzazione, apriva finalmente i battenti nel 2017 “progettualmente e finanziariamente sfinitoâ€.
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Non si poteva immaginare si arrivasse a tanto, però!
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Trafugare tre tavole da circa un metro per settanta centimetri ciascuna, come si sparecchiasse dopo il pranzo di ferragosto ad una scampagnata, è veramente troppo!
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Il presidente della regione Schifani ha dichiarato di aver avviato “un’ispezione interna [e che] la Regione farà quanto è necessario perché [i capolavori di Antonello] tornino presto al loro postoâ€
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Sarà ... ma sicuramente la Sicilia ha dimostrato incondizionatamente tutta la sua inadeguatezza nel garantire la tutela del proprio patrimonio culturale.
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Nel dicembre 2025 di nuovo ribadivo quanto “il sistema di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale fosse sempre più in crisi†trovando le cause in “un approccio inerte nella razionalizzazione della spesa che si attua in uno scellerato combinato: una grave carenza di personale (per pensionamenti progressivi) aggravata da un'applicazione acritica della legge (la n.10 del 2000) che assegna ruoli dirigenziali senza adeguate competenze; con la conseguenza di trovare, sovente, ingegneri e agronomi a capo dei parchi archeologici dell'isola!â€
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Ora, dato che come assessore regionale alla cultura abbiamo un militare (il luogotenente Francesco Paolo Scarpinato, sic!), possiamo chiedergli almeno un‘assunzione di responsabilità di fronte a questo disastro più volte e da più fronti annunciato: una resa incondizionata!
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RINUNCIARE ALL’AUTONOMIA REGIONALE E RICONSEGNARE LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI DELLA SICILIA ALLO STATO NAZIONALE!
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Chi è Federico Barronello. (Catania, 1968). Docente di Comunicazione multimediale, è un artista che lavora con la fotografia in ambito documentativo. La sua ricerca sugli effetti della globalizzazione nell'area mediterranea e sulla tecnologia come agente per la costruzione di nuove forme culturali si è intrecciata con la disseminazione scientifica dei Laboratori Nazionali del Sud dell'Istituto Italiano di Fisica Nucleare (INFN-LNS) e l'Istituto di Microelettronica e Microsistemi del Consiglio Italiano delle Ricerche (IMM-CNR). Suoi aricoli compaiono regolarmente su La Sicilia e Artribune
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Nella foto in copertina il MuMe e qui sotto Francesco Paolo Scarpinato · Assessore dei beni culturali e dell'identità siciliana











