Il quadrato di mare delimitato da Libia, Malta, Sicilia e Tunisia è quello che i navigatori del Neolitico hanno affrontato alla ricerca dell’ossidiana, il petrolio dell’epoca.
Qui è nato il primo vero impero marittimo della storia, quello dei Cartaginesi.
Qui fino a pochi secoli molte navi commerciali sparivano inghiottite da flussi incontrllabili.
Qui ogni anno migliaia di persone scompaiono mentre provano a raggiungere le coste europee.
Qui giacciono sul fondo cavi di importanza strategica che collegano continenti diversi.
Qui oggi incrociano sottomarini. petroliere e navi militari sempre più minacciosi.
Per migliaia di anni il Canale di Sicilia è stato una barriera piuttosto che un ponte
Linosa, Lampedusa, Pantelleria? Ogni isola aveva una vocazione differente, e tutte quasi tutte sono state disabitate per secoli.
Ecco come lo presenta l'autore:
“Il Canale di Sicilia è un punto privilegiato da cui osservare tutto il Mediterraneo, in cui gli elementi che lo caratterizzano si ritrovano esasperati: un mare che può essere un ponte o un muro invalicabile, in cui il meteocambia in continuazione, habitat di isole rigogliosissime o desertiche, eterogeneo, contraddittorio, che fa da sfondo a guerre o esperimenti di tolleranza – e soprattutto in un momento come questo dobbiamo scegliere a quale delle due facce ispirarci, per costruire il Mediterraneo e l’Europa che vogliamo. Un luogo popolato da rarissimi uccelli migratori, cavi sottomarini, dittatori esuberanti, pirati, operai di piattaforme sperdute, e persone che passano il loro tempo a soccorrerne altre”.
Chi è Luca Misculin. Giornalista e lavora al «Post» dal 2013. Si occupa soprattutto di migrazione, di Europa e di storie molto antiche. Negli anni ha curato i podcast La nave, La fine del mondo e L'invasione. Ogni sabato conduce l'edizione del weekend di Morning. Molto piú saltuariamente conduce Prima pagina su Radio 3.
Mare aperto https://www.einaudi.it/catalogo-libri/storia/mare-aperto-luca-misculin-9788806266059/












