Sold-out fin dalle prime rappresentazioni per Antigone, con la regia di Robert Carsen.
L'introvabilità dei biglietti lascia intuire l'apprezzamento del pubblico e della critica: uno spettacolo che, oltre a rappresentare la rarità di un percorso costruito nell'arco di tre anni attraverso il ciclo dei Labdacidi, si è rivelato un'ulteriore opera di straordinaria bellezza.
Carsen, regista proveniente dal mondo dell'opera lirica, ha avuto in questi anni la possibilità di sviluppare un percorso di ricerca e approfondimento con il Teatro Greco di Siracusa: una condizione sempre più rara, considerati i ritmi serrati delle produzioni contemporanee, che spesso non consentono una creazione approfondita né una cura dei dettagli.
Antigone ha ottenuto un grande successo e il pubblico affezionato al regista ha potuto cogliere tutti i richiami di una continuità scenica e interpretativa. Sul palco, le stesse scale progettate dallo scenografo Radu Boruzescu raccontano la storia di Tebe: splendenti e
bianche in Edipo Re, poi verdi e ricoperte di abeti in Edipo a Colono, ed infine grigie e segnate dalle ferite della guerra.
I fori dei proiettili, le salme avvolte nel nero, un Creonte interpretato da Paolo Mazzarelli, che richiama la figura del tiranno contemporaneo, affiancato da una donna che evoca l'immagine di Melania Trump, contribuiscono a costruire una lettura fortemente attuale della tragedia.
Il Coro si muove come un unico organismo collettivo: è il popolo che subisce la guerra e che non trova il coraggio di opporsi alla violazione della legge naturale, contro la quale Antigone, interpretata da Camilla Semino Faro, si ribella fino al sacrificio. La potenza dello spettacolo sta nell’armonia tra ciò che accade in scena e lo scenario del Teatro Greco, prima immerso
nella luce naturale e poi nelle luci fredde di Giuseppe Di Iorio.
Anche Alcesti lascia il palco di Siracusa, pronta per una tournée organizzata in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto, di cui Filippo Dini, attore e regista dello spettacolo, è direttore artistico. Diversa la regia di Dini, che attraversa il testo con accenti dichiaratamente contemporanei.
L'inizio della tragedia mostra donne in abiti di seta, ubriache, come in un post-rave, mentre le servitrici assumono la funzione scenica del risveglio: lo spettacolo non si apre come un lutto, ma simbolicamente come un momento di “chiarezza”. Nella lettura di Dini emerge la volontà di restituire dignità al personaggio di Admeto, interpretato da Aldo Ottobrino, presentato come un uomo fragile, persino più debole della protagonista.
Alcesti, interpretata dall'attrice italo-turca Deniz Ozdogan, nasce invece dall'immagine di una «donna-cervo»: una figura forte che sceglie il sacrificio con intelletto e cuore, nonostante il dolore che la attraversa. La scena è dominata da una casa moderna e scura, all'interno della quale fa il suo ingresso Thanatos, interpretato da Luigi Bignone, raffigurato come un impiegato che svolge semplicemente il proprio lavoro.
«Uno sbirro che ti arresta andando per le spicce», lo ha definito il regista, che aggiunge: «Accostarsi ad Alcesti di Euripide fa paura, perché significa accostarsi alla morte. A una morte inaccettabile, forse la più inaccettabile di tutte: la morte di una vittima sacrificale. Quattro secoli prima di Cristo, una donna straordinaria si sacrifica per amore e ritorna dalla morte. La donna che torna da laggiù non è quella che è partita. Questa Alcesti ha visto e fatto esperienza dell'orrore e della disperazione oltre ogni limite. Quella che si ricongiunge al marito è l'essere più sacro e misterioso che si possa immaginare nella letteratura e nell'arte di tutti i tempi».
Terminato il ciclo delle prime rappresentazioni, la macchina organizzativa è già al lavoro per i
prossimi debutti.
Sono infatti ufficialmente iniziate le prove de I Persiani, affidato alla regia di Alex Ollé, tra i fondatori della compagnia catalana La Fura dels Baus.
A seguiresarà la volta del ritorno di Iliade, lo spettacolo firmato da Giuliano Peparini, che torna al Teatro Greco di Siracusa dopo il successo delle precedenti edizioni.
Nella foto di copertina il regista Alex Ollè. Qui sotto un momento delle prove de I Persiani
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