
Per capire le ragioni di questo formaggio giallo e profumato bisogna rifarsi alla leggenda che riguarda Ruggero il Normanno, dominatore dell’isola nell'XI secolo.
Si racconta infatti che, preoccupato per la tristezza della consorte Adelasia, domandò ai casari locali di inventare un formaggio che non fosse solo buono ma avesse anche proprietà rinvigorenti e curative.
L’aggiunta dello zafferano, spezia ritenuta all’epoca una specie di antidepressivo naturale, avrebbe dato vita a queste forme colorate.
Tuttavia, l’etimologia è meno epica e più evocativa: corrisponde appunto al siciliano piacentinu, ovvero "che piace".
il Piacentinu Ennese è oggi tutelato da Dop dedicata a partire dal 2011: il latte proviene da pecore di razza autoctona allevate sui pascoli dell’ennese, ricche di essenze foraggere che danno una base aromatica molto complessa.
Lo zafferano coltivato localmente viene aggiunto direttamente nel calderone, tingendo la pasta di un giallo intenso e uniforme., ma questa non è l’unica spezia.
Ci sono anche grani interi di pepe nero, messi in ammollo in acqua la sera precedente.
Visti i suoi ingredienti è naturale immaginare come questo formaggio fosse protagonista in passato di pasti di festa e banchetti nuziali, con il colore solare a simboleggiare prosperità e ricchezza.
Oggi lo si ritrova a raggio più ampio, in taglieri di degustazione accompagnato da pane di grano duro fresco e miele.











