Buttitta e Balistreri hanno condiviso la stessa stagione culturale oltre a ma anche temi, linguaggi e visioni.
Attraverso la poesia e la musica hanno raccontato la Sicilia dei lavoratori delle miniere di zolfo, dello sfruttamento nei campi, delle disuguaglianze sociali, della mafia e dei soprusi della politica, restituendo dignità alla cultura popolare e al dialetto siciliano come strumenti vivi di espressione e resistenza.
In scena prende vita un dialogo immaginario tra il poeta di Aspra e la cantante che più di ogni altra ha saputo incarnare il carattere combattivo dell'isola.
Mentre Buttitta parla attraverso la voce di Salvatore Tringali, Rosa canta attraverso quella intensa di Santinella Ferla, accompagnata dalla chitarra dal vivo di Tino Nastasi e dalle improvvisazioni pittoriche di Salvo Muscarà, che contribuiscono a creare un’esperienza scenica evocativa e immersiva.
Così lo introduce Salvatore Trinagli che ne è pure il regista:
“Lo spettacolo attraversa inoltre le riflessioni di Pier Paolo Pasolini e Leonardo Sciascia sul valore del dialetto e sul rischio della perdita della cultura popolare. Pasolini individuava nella scomparsa del dialetto uno dei segni più dolorosi dell’omologazione culturale, mentre Sciascia riconosceva nell’opera di Buttitta una straordinaria forma di resistenza poetica e civile”.
Per informazioni rivolgersi al botteghino del Teatro Tina Di Lorenzo o al seguente link https://www.vivaticket.com/it/ticket/libellula-nera/295394
Qui sotto un momento dello spettacolo












