Subito ribattezzata La Giovinetta proviene da una Mozia che fu multietnica e plurale.
E' stata ritrovata 46 anni dopo il rinvenimento del celebre Giovinetto, dalla missione archeologica dell’Università di Palermo il penultimo giorno di scavo la terra.
E' la parte inferiore di una stata di marmo che nostra un peplo trasparente come solo in greci seppero invebtare atraverso sottili rilievi che imitano le pieghe del tessuto.
La data attendibile è il 397 a.C.
La "frattura" non è accidentale, ma determinata tecnicamente dal taglio della pietra, poiché era assemblata da almeno due blocchi, come confermato dalla presenza di due fori con i resti di tenoni metallici sulla superficie del taglio.












