Gli strumenti che vedete fotografati qui sono stati realizzata a mano utilizzando anche legno recuperato dai barconi dei migranti abbandonati sulle coste siciliane.
Le mani sono quelle di ragazzi con disabilità, giovani con problemi con la giustizia, profughi, persone con difficoltà.
Lavorano nella Cooperativa sociale Rò la Formichina, promossa e sostenuta dall'associazione comunità Papa Giovanni XXIII.
Così introducono l’evento i responsabili della cooperativa:
“È l’uso di questo materiale definisce il valore dell'oggetto: è legno che è stato barca, ha trasportato vite e storie attraverso il mare, per poi perdersi tra le onde ed essere scagliato sulle spiagge siciliane.
Lo abbiamo raccolto, sentendo il carico di umanità che un semplice pezzo di legno racconta.
Questai strumenti sono pezzi unico, come unica è ogni persona che incontriamo.
Abbiamo scelto di darle il nome di una sorella o un fratello che non sono riusciti ad arrivare qui, dall'altro lato del Mediterraneo.
Sentiamo l'importanza di parlare di loro, di restituire dignità a queste storie affondate, per ricordarci del valore dell'accoglienza verso chi arriva.
Quando la prenderai tra le mani, prova a sentire la preziosità di questo oggetto e le storie che si porta dietro. Quando la suonerai, o sentirai suonare, ascolta il rumore delle onde e di una barca che si muove, senti come scalpitano i piedi sulla barca, come è profondo il respiro di chi prega di arrivare.
Avverti quanto sono grandi i sogni, quanto è profonda la speranza, quanta umanità scorre in queste fibre"
Concerto finale masterclass di Contrabbasso: Auditoriuem del Cinservatorio Vincenzo Belini di Catania_Mercoledì 16 aprile ore 17.30

